Fabbricazione artigianale di candele e lumi in cera *

Nome in dialetto: -
Tipologia: artigianato locale
Ecomuseo: Ecomuseo del Basso Monferrato Astigiano
Provincia: Asti
Localizzazione: Celle Enomondo
Tipo area: Collina

L'attività di una cereria consiste nella fabbricazione di una candela partendo dalla materia prima. In Italia fino al 2005 c'erano 18 cererie di questo genere.

Il laboratorio è a conduzione famigliare e vede impegnati il proprietario e, con diversa frequenza, altre due o tre persone. La produzione per il settore liturgico è ben scandita in periodi fissi: Candelora, Pasqua, Avvento.
Il la boratorio artigiano per la lavorazione della cera è controllato da un circuito per cui le macchine funzionano a bagnomaria; prima si utilizzava la caldaia a gas e, prima ancora, quella a vapore che però davano un forte inquinamento.

La caldaia attualmente scalda un boiler da 1300 litri tenuti in temperatura da un sistema computerizzato che serve a far funzionare le varie vasche di fusione. Le macchine in cui si cola la cera fusa sono collegate con un circuito di raffreddamento alimentato con l'acqua del pozzo; il sistema di raffreddamento è indispensabile poiché in una macchina senza ricircolo dell’acqua la cera tende a formare irregolarità e bolle.

La macchina più antica del laboratorio risale a fine ‘800 e serve alla fabbricazione di lumi liturgici (così come una seconda macchina risalente ai primi anni del '900); essa ha la particolarità di fabbricare lumini con la scritta “Lume Gallo” sulla testa ed era originariamente utilizzata per lumini ad uso della Diocesi di Asti.

La cera è versata nella macchina e si posiziona nelle forme predisposte; la colata di cera è effettuata in modo da superare di circa 1 cm  il livello delle forme. Quando la cera è quasi solida, circa 15 o 20 minuti dopo la colata con una raschietta si stacca la colata dal bordo e la si divide in riquadri per rendere più facile l'asportazione della parte in esubero; quindi si alza il fondo della macchina con un sistema di pistoni e i lumi, in questo modo, vengono estratti.

La produzione di ceroni, per cui nel laboratorio sono utilizzate tre macchine, avviene con un procedimento molto simile a quello utilizzato per i lumini ma attraverso due colate: dopo la prima colata la cera, essendo molta, solidificando si ritira e quindi, quando è semi solida, si procede ad una seconda colata. La cera in esubero viene asportata con la  raschietta; le candele interamente posizionate negli stampi, non appena fredde, sono sollevate grazie ad un sistema a pistoni, ed estratte.
Lo stoppino, già incerato, in modo da essere rigido, viene infilato sia nei lumi sia nei ceri; questi ultimi vengono impacchettati a mano o servendosi di un'apposita macchina.

La fabbricazione di candele, invece, avviene a partire da uno stoppino non incerato che viene immerso nella cera alternativamente da entrambe le estremità. Lo stoppino aumenta il proprio diametro di un ml circa ad ogni passaggio; per conferire alla candela la forma definitiva la si fa passare nella trafila
Gli stoppini si comprano in bobine e chimicati, perché non facciano fumo; in Europa sono prodotti da due sole aziende.

Per la fabbricazione di cera l'artigiano esegue una miscela di paraffina, che costituisce circa il 70- 80% del composto finale, che si mischia con oli, pigmenti, acidi naturali; l'operazione è effettuata secondo  una vecchia ricetta. Per la fabbricazione del cerone liturgico, che pesa 600g e dura 7 giorni, è utilizzata  una miscela particolare che dura più a lungo ed è brevettata e garantita.

Particolare interesse riveste la preparazione del Cero Pasquale per cui occorre circa una giornata di lavoro (la macchina a disposizione dell'artigiano gli consente di fabbricare 4 ceri contemporaneamente). Quando il cero viene tolto dallo stampo deve essere tagliato, rifilato, inciso e dipinto.
 Di solito i ceri pasquali di fabbricazione non artigianale presentano la croce, l'alfa, l'omega, la data, la figura del Cristo Risorto e un mazzo di fiori realizzati in decalcomania, quindi il cero è messo in cera calda, in miniatura, in modo che si crei una pellicola sottile.

Diversa è la produzione artigianale di ceri, tuttora praticata dall'informatore, che produce ceri bianchi, o dipinti con una croce latina in più stretta conformità con i precetti della liturgia cattolica. Il rito della luce richiede, infatti, che il cero pasquale sia bianco, che si accenda il fuoco sacro fuori dalla Chiesa, quindi si accenda il cero; durante il rito il parroco incide la croce, l’alfa, l’omega, la data, poi inserisce cinque grane di incenso all'estremità e al centro della croce.

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(*)BDI: Mestiere catalogato secondo Norme Ministeriali