Lavorazione marmo artificiale - levigatura stuccatura *

Nome in dialetto: -
Tipologia: edilizia
Ecomuseo: Ecomuseo della Valsesia
Provincia: Vercelli
Localizzazione: Rima San Giuseppe
Tipo area: Montagna

Aiutandosi con una cazzuola, toglie dallo stampo la lastra in marmo artificiale ormai indurita. La bagna abbondantemente con una spugna e la leviga con la pietra pomice n. 3-2 precedentemente immersa in un secchio d’acqua. Di tanto in tanto si ferma per togliere dalla superficie, con spugna bagnata, la patina che si è formata. Al termine dell'operazione, quando la superficie risulta omogenea (senza avvallamenti), la lava bene ponendola sotto al rubinetto in modo da eliminare ogni residuo dai pori (il residuo impedirebbe l'ancoraggio dello stucco) e la lascia asciugare per circa 24 ore.  

A questo punto M.L. inizia la stuccatura. In un recipiente tronco-conico diluisce con la colla di coniglio una certa quantità di scagliola pigmentata del colore del marmo da stuccare, mantenendo il composto piuttosto fluido. Poi con la spugna bagna la superficie e con un pennello stende lo stucco avendo cura di farlo penetrare bene nei pori. Lo lascia asciugare per pochi minuti (fino a quando, al tatto,  si rivela sufficientemente in durito) e ne asporta l'eccesso con una spatola di acciaio. Preleva una piccola quantità del materiale asportato e la ripone sul tavolo. E' il testimone: quando questo sarà indurito sarà il momento di eseguire la seconda stuccatura (usando il materiale già preparato per la prima stuccatura che nel frattempo si è leggermente indurito) che esegue senza bagnare la superficie. Al termine lascia asciugare per 24 ore.

  Poi effettua una seconda levigatura con una pomice a grana  fine (4-2) e stucca con le stesse modalità. In seguito esegue  la terza, la quarta e la quinta levigatura usando pietre naturali ossia rispettivamente l'ardesia verde (terza verde), l'ardesia di Scozia (prin zir), il calcare nero (secun zir), stuccando sempre due volte (usando spatole in legno, meno aggressive di quelle metalliche) e stendendo successivamente una mano di colla mischiata alla scagliola, prima del passaggio con la pietra successiva.

  Al termine della lucidatura con il calcare nero non esegue la stuccatura ma stende  solamente una mano di colla. Una volta asciugata si leviga con la pietra pulir (diaspro o agata) e si stende nuovamente una mano di colla che si lascia asciugare anche per alcuni giorni per poi lucidarla con l'ematite pietra di sangue.

  Prima di passare ogni tipo di pietra la superficie e la pietra stessa devono essere bagnate e mantenute tali durante tutta l'operazione (si usa acqua calda se era stato precedentemente steso uno strato di colla). Una volta asciutta si passa con uno straccio imbevuto di olio paglierino, la si fa nuovamente asciugare per poi terminare con la ceratura e lucidatura con stracci.

Le pomici usate per la levigatura del marmo finto sono dei conglomerati ottenuti dalla miscelazione di pomice macinata (con una certa granulometria) e setacciata, leganti e acqua.

A mano a mano che si leviga si usano pietre a grana sempre più fine in modo che i pori creati siano sempre più piccoli fino a non essercene più. A questo punto il marmo artificiale è lucido.

Le fasi di lucidatura e levigatura non sono standardizzate possono subire variazioni a seconda di come, di volta in volta si presenta la superficie. Per taluni tipi di marmo si preferisce realizzare tre levigature con le pomici 2-2, 3-2, 4-2. E' necessario avere molta esperienza.

L'ultima pietra, l'ematite (minerale di ferro) è detta anche pietra di sangue perchè se nella lucidatura incontra ostacoli, ovvero se la superficie non è ben liscia, lascia delle striature rossastre. Questo significa che la lastra non è stata ben levigata e non è ancora pronta per essere lucidata.

Le pietre naturali usate per la levigatura e la lucidatura devono essere preparate: dopo essere state tagliate devono essere levigate con cartavetro finissima bagnata.

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(*)BDI: Mestiere catalogato secondo Norme Ministeriali